Oggetti sonori
La dimensione invisibile del design
La dimensione invisibile del design
cura Marco Ferreri e Patrizia Scarzella
editore Triennale Electa
editore Triennale Electa
anno pubblicazione 2009
prezzo 25,00 Euro
stato in catalogo
prezzo 25,00 Euro
stato in catalogo
lingue italiano/inglese
pagine totali 132
formato 15x20
pagine totali 132
formato 15x20
Il design del suono ha profondamente modificato il modo di intendere il progetto.
Ha ridefinito il valore della sonorità, rivalutando il rumore dell’oggetto e conferendogli la dignitià di suono, e, successivamente, ha istituito un proprio duplice campo di azione. Da un lato, la creazione di una identità sonora ex novo per oggetti tecnologici di moderna concezione. E’ il caso per esempio dei jingle di accensione di computer e cellulari. Du un altro fronte, il design del suono assegna vecchi suoni a oggetti che sono l’evoluzione digitale di tecnologie pre-digitali: è il caso del ‘click’ prodotto dalle modarne macchine digitali, oppure del ‘drin’ emesso dallo squillo dei telefoni cellulari. Il primo tende a superare l’offetto pre-digitale miniaturizzandolo e de-materializzandolo fino allo stravolgimento della sua originaria morfologia; il secondo invece pone con il suo ‘effetto-ricordo’ un argine sentimentale a questa onda di trasformazione, legando all’oggetto digitale la memoria sonora del suo precursore pre-digitale. C’è un comune denominatore: il riconoscimento dell’importanza del design del suono nel progetto dei nostri oggetti quitidiani. Il nostro obiettivo è che questa mostra produca nel corso degli anni nuovi stimoli, che saranno raccolti via web per generare un futuro progetto espositivo integrato.
Ha ridefinito il valore della sonorità, rivalutando il rumore dell’oggetto e conferendogli la dignitià di suono, e, successivamente, ha istituito un proprio duplice campo di azione. Da un lato, la creazione di una identità sonora ex novo per oggetti tecnologici di moderna concezione. E’ il caso per esempio dei jingle di accensione di computer e cellulari. Du un altro fronte, il design del suono assegna vecchi suoni a oggetti che sono l’evoluzione digitale di tecnologie pre-digitali: è il caso del ‘click’ prodotto dalle modarne macchine digitali, oppure del ‘drin’ emesso dallo squillo dei telefoni cellulari. Il primo tende a superare l’offetto pre-digitale miniaturizzandolo e de-materializzandolo fino allo stravolgimento della sua originaria morfologia; il secondo invece pone con il suo ‘effetto-ricordo’ un argine sentimentale a questa onda di trasformazione, legando all’oggetto digitale la memoria sonora del suo precursore pre-digitale. C’è un comune denominatore: il riconoscimento dell’importanza del design del suono nel progetto dei nostri oggetti quitidiani. Il nostro obiettivo è che questa mostra produca nel corso degli anni nuovi stimoli, che saranno raccolti via web per generare un futuro progetto espositivo integrato.
