Terrazzo 1988-1996
Ettore Sottsass
Ettore Sottsass
editore Triennale Electa
anno pubblicazione 2008
prezzo 19,00 Euro
stato in catalogo
prezzo 19,00 Euro
stato in catalogo
lingue italiano/inglese
pagine totali 160
formato 15x20
pagine totali 160
formato 15x20
…L’immensa massa abbandonata, incomprensibile, inarrivabile, di progetti per il futuro, di investimenti, di speranze, di trionfi istantanei, è lì come rappresentazione, metafora agghiacciante, attraente, del nostro evanescente rapporto quotidiano con il tempo o se si vuole con il caos cosmico, con la cosmica entropia.
Per destino, dentro al passato, dentro a quei progetti, a quelle speranze, non potremo mai più entrare: mai più potremo sentire le voci antiche, i sospiri, i lamenti; mai più le urla, i suoni lontani, mai più potremo camminare in mezzo agli odori, ai sudori, ai profumi, mai più vedremo colori di tende, di bandiere, colori di muri, di legni, di mosaici, mai più vedremo scintillare pozzanghere, mai più vedremo brillare piastre di bronzo, mai più vedremo luci oscure di fuochi notturni, mai più; mai più ascolteremo le architetture di parole dei filosofi, mai più le lagne dei mercanti, mai più le bugie degli avvocati; mai più sapremo dove è andato il pensiero, dove sono andate le nostalgie, le paure, le felicità; mai più sapremo di quali fantasmi si sono riempite le notti, quali angeli, quali terrificanti uccelli di ombra sono entrati nei sogni.
Quello che ci rimane da vedere, forse, è il paesaggio di una nuova nostalgia, tra le tante che ci inseguono: una nostalgia tutta speciale, quella strana, penetrante, onnipresente, permanente, ossessiva nostalgia che è la nostalgia per la vita, la nostalgia per l’Enigma, l’unica finale attrazione d’amore.
Quando guardiamo il paesaggio dei ruderi depositati nel passato, quando attraversiamo i paesaggi delle città sepolte nei deserti, i paesaggi dei templi stritolati dalle foreste, i paesaggi delle pitture immobili, nelle penombre dei musei, noi che viviamo ora, nel tempo presente, non potremo riconoscere altro che una impietosa nostalgia, non potremo riconoscere altro che memorie sospese.
Quello che noi, noi stessi possiamo riconoscere o forse soltanto ricordare, è che tra la nostra vita pulsante, tra la consapevolezza acuta dell’esistenza, tra gli orgasmi vitali e il tempo, lo spessore si fa sempre più sottile, è sottile, orribilmente sottile, com’è sottile, orribilmente sottile e sempre pronto a lacerarsi, lo spessore tra un amore che c’è, che teniamo nelle mani, con il quale viviamo ora e la sua memoria. Viviamo il presente dentro a milioni di memorie, dentro a una sauna di nostalgie, inorriditi per come è sottile il tempo, per quanto poco è il tempo che riusciamo ad usare, quello di cui riusciamo ad avere consapevolezza.
Ettore Sottsass
Da Rovine,
“Terrazzo” 8, 1992
Ettore Sottsass
Da Rovine,
“Terrazzo” 8, 1992
