map
dotot
Roncola pennata
utensile da giardinaggio
prototype
Galileo
telescopio
Palomar-AYL, 2008
Fusion
utensili per la cucina fusion
Normann-Copenhagen, 2008
ZoomArt
monocolo
Palomar, 2008
Pot Strainer
coperchio scolapasta
Ballarini, prototype
Pidgin
moschettone portachiavi
OPOS-Incotex, 2008
Frida
sedia di legno in veneer tridimensionale
Pedrali, 2008
Odoardo Fioravanti
Industrious Design
22.09.2010 | 24.10.2010
Triennale Design Museum

Il progetto MINI & Triennale CreativeSet presenta la mostra di Odoardo Fioravanti Industrious Design, che si inserisce nel ciclo dedicato al design italiano contemporaneo nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum.
Afferma Silvana Annicchiarico, direttore del museo: “Le mostre del Mini & Triennale CreativeSet non sono semplici monografie ma sono concepite come work in progress, laboratori in continuo mutamento, capaci di restituire la dinamicità e vivacità del nuovo design italiano contemporaneo al fine di promuoverlo e valorizzarlo”.
La mostra è pensata come un evento duplice: da una parte, la presentazione di una serie di progetti del designer, dall’altra, la presenza in mostra dello stesso designer “al lavoro”, attraverso la formula, inedita per il CreativeSet, del “designer in residenza”.
Il titolo Industrious Design allude a una visione-riflessione sulle trasformazioni odierne della professione di designer, argomenti discussi con il grande maestro Richard Sapper con cui i curatori si sono confrontati, maturando riflessioni tanto per la parte espositiva che per i contenuti del catalogo.
Dopo gli anni delle ibridazioni e dei mille design possibili, il design “industrioso”, da una parte, mette l’accento sull’attitudine industriale della progettazione, dall’altra, racconta la necessità di ridefinire i confini della professione, di ripensare le modalità di dialogo con le imprese, di riflettere sull’intero processo/sistema che lo vede sempre più coinvolto nella ricerca e in tutto lo sviluppo del prodotto, con ruoli molteplici.
Odoardo Fioravanti sarà presente fisicamente nello spazio espositivo dal giorno dell’apertura fino a quello di chiusura, trasformandolo così in luogo vivo di lavoro. Il designer svilupperà dei progetti che verranno mostrati alla conclusione dell’esposizione, che ne risulterà così completata e arricchita.
Afferma Fioravanti: “Il concetto di mostra statica tradizionale è una specie di foto ricordo, racconto limitato del lavoro di un progettista. Forse per raccontare la professione del designer contemporaneo è meglio pensare di scattare una foto mossa, che rappresenti il processo di progettazione continuo, non escludendo nulla tra i materiali, nemmeno l’autore in movimento”.
La mostra, attraverso un display grafico-tridimensionale, che dispone i materiali su piani leggermente digradanti identificando diversi “livelli” di lettura dei progetti, presenta una selezione di oggetti spiegati attraverso il processo che li ha visti nascere. Prodotti già conosciuti entrano in dialogo con una serie di prototipi esposti per la prima volta. La forma delle cose è così raccontata, attraverso momenti diversi: come gesto inventivo, studio tipologico e processo tecnico.



Silvana Annicchiarico
Direttore Triennale Design Museum

Chi ha detto che uno scolapasta debba essere concavo? Che le tegole di un tetto siano necessariamente monocrome? Che il ripiano di un tavolo, per definizione “piatto”, debba essere privo di “profondità”? Da personal trainer degli oggetti, quale egli stesso si definisce, Odoardo Fioravanti prende le cose e le sottrae al luogo comune. Le fa uscire dalla convenzione. Le spinge fuori dai confini entro cui da tempo immemore vengono progettate e realizzate. Le ripensa e le rifà. Come dice egli stesso: “Io rifaccio finché la forma non appaga il mio occhio”. E l’appagamento arriva progettando, ad esempio, uno scolapasta piatto, un tetto policromo o un tavolo così “profondo” da sembrare un “porto delle nebbie”. Legato a una tradizione di oggetti artigianali che vengono da lontano (fin dal nome, calandra e roncola si riallacciano all’utensileria pre-industriale), Odoardo Fioravanti prospetta un modello di designer che cerca di uscire dal fordismo (parcellizzazione, segmentazione e iperspecializzazione del processo produttivo) non in direzione del post-fordismo quanto piuttosto del recupero della bottega rinascimentale.
In questo quadro, anche la Mostra che lo ospita all’interno del CreativeSet del Triennale Design Museum non è una semplice esposizione di oggetti, quanto piuttosto un’officina, un laboratorio, uno sportello. Per qualche settimana, Odoardo Fioravanti farà dello spazio espositivo la sua residenza. Vivrà dentro il CreativeSet.
Lavorerà di fronte ai visitatori e si relazionerà con loro. Chi ha detto che per essere messi in mostra gli oggetti debbano essere separati da chi li ha realizzati? Che il prodotto è più importante del produttore? o del gesto del produrre? Con questa mostra, Fioravanti rende il lavoro del designer molto simile a un concerto dal vivo, o a un happening. E fa del designer un performer totale.

dotot
Armillaria
sgabello e tavolo in rotomoulding
Plust, 2010
Eventi
Giovedì 30 settembre 2010 alle ore 19.00 si svolgerà un incontro con Odoardo Fioravanti presso il Teatro Agorà del Triennale Design Museum.
Partecipano Silvana Annicchiarico e Susanna Legrenzi.
L’evento è organizzato in collaborazione con KLAT magazine



Biografia
Odoardo Fioravanti si è laureato in Industrial Design presso la Facoltà del Design del Politecnico di Milano. Dal 1998 si occupa di industrial design, sperimentando anche la grafica e l’exhibition design, con la ferma volontà di ricondurre le diverse discipline a una materia continua. I suoi progetti hanno ricevuto premi prestigiosi a livello internazionale. Ha tenuto lectures presso numerose scuole e università come il Politecnico di Milano, IUAV, Università di San Marino, Domus Academy, Istituto Marangoni, Scuola Politecnica di Design.
Svolge l’attività di pubblicista per riviste del settore design cercando di esplorare le nuove frontiere del progetto come disciplina.
Nel 2006 ha fondato l’Odoardo Fioravanti Design Studio che ha sviluppato progetti per diverse aziende. Tra esse Abet Laminati, Ballarini, COOP, Desalto, Normann Copenhagen, Olivetti, Osama, Pedrali, Pircher, Telecom Italia, Vibram, Victorinox Swiss Army.

Odoardo Fioravanti
Industrious Design
22.09.2010 | 24.10.2010

un progetto di Odoardo Fioravanti con Ali Filippini
introduzione di Richard Sapper
Triennale Design Museum
Catalogo Electa
Le mostre del CreativeSet sono un progetto diretto da Silvana Annicchiarico

Orari:
martedì-domenica 10.30-20.30
giovedì-venerdì 10.30-23.00

Ingresso: 2 euro
Mostra + Triennale Design Museum 8 euro

TDMKids
Workshop con Odoardo Fioravanti
Come le api industriose
Domenica 3 ottobre 2010

Il laboratorio si inserisce nel palinsesto di attività TDMKids e si svolge negli spazi del Teatro Agorà del Triennale Design Museum coinvolgendo un gruppo di bambini di scuola elementare (terza classe o quarta classe), che lavorano insieme al designer Odoardo Fioravanti. Il laboratorio è così strutturato:
Fondamenti
Familiarizzazione con il concetto di design, pochi essenziali spunti per iniziare a pensare che gli oggetti della realtà quotidiana sono disegnati o pensato da qualcuno, da un artigiano o da un designer.

Racconto
Si legge un breve racconto o una novella e si elencano alla lavagna durante la lettura tutti gli oggetti o le architetture che si incontrano.

Si assegna un oggetto o un’architettura a ogni gruppo

Dare forma ai racconti
Si lavora con il cartone spesso doppia onda (tipo scatoloni) per costruire gli oggetti o le architetture (in scala) scelte: la scopa, il castello, l’auto, il computer, etc.
I bambini capiscono di poter costruire da sé le cose che immaginano o gli strumenti per raccontare una storia.

Per orari, informazioni e prenotazioni
Tel. 02-72434305
e-mail tdmkids@triennale.org

Odoardo Fioravanti
Industrious Design
22.09.2010 | 24.10.2010
Triennale Design Museum

Coordinamento generale e produzione
Triennale Design Museum

Progetto di
Odoardo Fioravanti con
Ali Filippini

Introduzione di
Richard Sapper

Progetto editoriale
Chiara Alessi

Progetto grafico e allestimento
Paolo Giacomazzi con
Tommaso Caldera
Lorenzo De Rosa

Foto
Emanuele Zamponi
Matteo Cirenei

Rendering
Raul Frollà

Realizzazione allestimento
Tecnolegno Allestimenti

Web design
Cristina Chiappini

Cocktail by


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