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paruccini
The Fly, puntina da disegno, esposta ad Opos nel 1999, prodotta da Alessi, 2001
Cleaning shoes box, scatole per la pulizia delle scarpe, prodotte da ENO, 2007
Monoblocco, portamatite realizzato nel 2003, photo Italo Perna/Polifemo fotografia
Catch-all, svuota tasche, prodotto da ENO, 2007, photo Italo Perna/Polifemo fotografia
Donata Paruccini: piccoli segni nei dintorni
04.11.2010 | 08.12.2010
Triennale Design Museum

Il progetto MINI & Triennale CreativeSet presenta la mostra Donata Paruccini: piccoli segni nei dintorni, che si inserisce nel ciclo dedicato al design italiano contemporaneo nello spazio del CreativeSet del Triennale Design Museum.
In questa occasione, il lavoro di Donata Paruccini è presentato organicamente per la prima volta.
La progettualità di Donata Paruccini è ben esemplificata da The Fly. La Paruccini, come nota il curatore, “mette in scatola” delle mosche “fastidiose” per renderle funzionali trasformandole in puntine da disegno. Questo “mettere in scatola” significa affrontare progettualmente stimoli, domande, problemi quotidiani. Significa suggerire l’obbligo di tornare a guardare le cose: viverle, non accumularle; toccarle, non riporle.
Donata Paruccini è una progettista “schiva”: progetta solo quando può aggiungere all’esistente una piccola cosa, un frammento di poesia, una traccia di ordine.
Progetti come il portamatite Monoblocco, le scatole per la pulizia delle scarpe Cleaning shoes box o lo svuota-tasche Catch-all testimoniano questo approccio ideologico, assolutamente inedito,che si distingue per l’eccezionale qualità formale dei risultati.



La bellezza della discrezione
Silvana Annicchiarico
Direttore Triennale Design Museum

L’aspetto che più colpisce nel design di Donata Paruccini, e nel suo modo di essere designer, è la discrezione. Nulla di urlato, nei suoi piccoli oggetti precisi e rigorosi. Nulla di esibito, niente di ostentato. In un mondo irretito dai rumors mediatici, portato a enfatizzare oltre misura ogni minima sciocchezzuola, Donata Paruccini lavora con uno stile misurato e discreto, senza la sfacciata supponenza di chi ritiene superlativo tutto quello che fa.
Ma discrezione non significa minimalismo. Quelli di Donata Paruccini possono anche sembrare, a un primo sguardo superficiale, oggetti piccoli o gesti minimi, ma nascono quasi sempre da pensieri grandi. Pensieri che vanno al cuore delle cose, e al rapporto che intratteniamo con loro. Penso anche solo al suo oggetto più famoso, la puntina da disegno in acciaio inox The Fly, prodotta da Alessi. Un oggetto così nasce da un atto di spregiudicatezza intellettuale e progettuale davvero non comune: Donata getta lo sguardo su un oggetto anonimo perfettamente risolto sul piano funzionale (la puntina) e prova a ridisegnarlo. Il che significa sfidare gli stereotipi, rivisitare i canoni, gettare sulle cose uno sguardo nuovo. Così, con la sua forma di mosca d’acciaio, The Fly è un esempio di come il design possa e debba uscire dai canoni codificati, dai pensieri abituali, dai modi convenzionali di percepire e utilizzare le cose. Il nuovo nasce quasi sempre così: dall’acutezza di uno sguardo, dalla capacità di guardare oltre. Donata Paruccini ha sia questo sguardo che questa capacità. Unite a una concretezza artigianale e – lasciatemelo dire – anche femminile che fanno del suo lavoro un esempio – al contempo – di rigore e leggerezza, di precisione e di generosità. Io trovo ad esempio che il suo portamatite Monoblocco sia bello e riuscito proprio per questo: per la generosità con cui accetta di non esibire se stesso, per valorizzare e visualizzare al massimo le matite che accoglie in sé. C’è una cultura dell’oggetto che viene da lontano, nei progetti di Donata Paruccini. C’è una cura del dettaglio e del particolare che spesso sorprende ed emoziona. C’è un modo di essere contemporanei, sottovoce, con saggezza e anche un po’ di ritrosia, che è una bella lezione nel chiacchiericcio fastidioso e rumoroso che troppo spesso ingorga i canali con cui faticosamente cerchiamo di comunicare.

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Pluvio, vaso realizzato per la IV Biennale di Ceramica nell’Arte di Albisola, da Attese Edizioni, 2010, photo Italo Perna/Polifemo fotografia
Eventi
Venerdì 19 novembre 2010 alle ore 19.00 si svolgerà un incontro con Donata Paruccini presso il Teatro Agorà del Triennale Design Museum.
Partecipano Silvana Annicchiarico, Susanna Legrenzi e Marco Romanelli.
L’evento è organizzato in collaborazione con KLAT magazine



Ritratto - Donata Paruccini, photo Italo Perna/Polifemo fotografia
Biografia
Nata nel 1966 a Varedo (Milano), trascorre la sua infanzia e i primi anni formativi in Sardegna, quindi si trasferisce a Firenze dove studia Industrial Design all’ISIA diplomandosi con Jonathan De Pas. Dal 1994 al 1997 lavora nello studio Andrea Branzi.
Ha partecipato a diverse edizioni della mostra Opos durante il Salone del Mobile di Milano e nel 2007 è stata membro del “Consiglio Italiano del Design”. Attualmente vive e lavora tra Milano eParigi come libera professionista e i suoi oggetti sono in produzione per Alessi, ENO, Morellato, Nodus, Pandora Design e RSVP.
Tra le diverse esposizioni collettive si ricordano nel 2007 The New Italian Design alla Triennale di Milano; nel 2005 Premio Caiazza Memorial Challenge sezione inviti, organizzata da Promosedia, Udine; Art of Italian design ad Atene; nel 2003 1950-2000: Theater of Italian Creativity al Dia Center di New York.

Donata Paruccini: piccoli segni nei dintorni
04.11.2010 | 08.12.2010

Orari:
martedì-domenica 10.30-20.30
giovedì-venerdì 10.30-23.00

Al fine di promuovere e valorizzare maggiormente il nuovo e giovane design italiano e renderli ancora più facilmente fruibili a un ampio pubblico, per tutto il secondo ciclo espositivo il costo di ingresso a ogni mostra è di 2 euro.

Ingresso: 2 euro
Mostra + Triennale Design Museum 8 euro

Donata Paruccini: piccoli segni nei dintorni
04.11.2010 | 08.12.2010
Triennale Design Museum

A cura di Marco Romanelli
Progetto grafico Normat
Catalogo Electa
Le mostre del CreativeSet sono un progetto diretto da Silvana Annicchiarico


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