Incontro con Mario Lupano
Il graphic design è oggi un territorio ampio e mutevole, un paesaggio variegato le cui caratteristiche sono date sempre meno da regole interne e specialistiche e sempre più dagli intrecci e dalle relazioni con altri settori e discipline.
Occuparsi di graphic design richiede quindi di moltiplicare le prospettive d’osservazione, collocarsi in posizioni liminari anziché centrali, seguire i processi piuttosto che soffermarsi sugli esiti finali, esplorare l’indeterminato invece che insistere sulle definizioni.
Particolarmente sensibile verso questi luoghi a “bassa definizione” è Mario Lupano, storico e critico dell’architettura contemporanea, i cui interessi attraversano la moda, il design, l’arte, facendo perno sulla pratica curatoriale e critica come strumento di indagine e riflessione – si veda il recente progetto Lo-fi Architecture. Guardando al graphic design, Lupano vede una disciplina in “deflagrazione” rispetto alla codificazione modernista, un paesaggio “sfumato” che è più fruttuoso leggere in una dimensione sfocata:
«Se si cerca di riconoscere delle cose precise, esatte e nette, non si ritrova più una logica interna. Mentre se lo si guarda nel suo essere un paesaggio sfumato lo troviamo ricchissimo, pieno di movimenti, di capacità di connettere.»
Pubblichiamo qui la risposta alla prima domanda dell’intervista realizzata con Lupano; il video integrale sarà presentato in mostra.
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Graphic design is a wide and changing territory, a varied landscape the characteristics of which are given less by internal and specialistic rules than by the connections and the intertwining with other fields and disciplines. Dealing with graphic design therefore requires to take multiple perspectives of observation, to have a liminal rather than central position, to follow the process rather than dwelling on the final outcomes, to explore the indeterminate rather than insisting on definitions.
Particularly sensitive to this “low fidelity” condition is Mario Lupano, a historian and critic of contemporary architecture, whose interests trasverse fashion, design, art, pivoting on the curatorial practice as a tool of investigation and reflection – see his recent project Lo-Fi Architecture. Looking at graphic design, Lupano sees a discipline that is “exploded” – if compared to Modernist codification –, a blurred landscape, which can be read best through an out-of-focus lens:
«Trying to recognize precise and clear things is destined to failure, as it is impossible to find an internal logic. Instead, if you look at this landscape as it is – fuzzy – then you can see and appreciate its richness, its dynamic quality, with all its connections.»
Watch the answer to the first question of the interview with Lupano; the full video will be featured on show.
