Incontro con Valerio Di Lucente,
Erwan Lhuissier e Hugo Timm (Julia)
Londra è un melting pot che riunisce innumerevoli energie e differenti culture – e il mondo del graphic design non fa eccezione. Valerio Di Lucente, Erwan Lhuissier e Hugo Timm, provenienti rispettivamente da Italia, Francia e Brasile, si sono conosciuti proprio nella capitale britannica: hanno cominciano a collaborare durante il periodo di studi al Royal College of Art, fino a fondare nel 2008 il loro collettivo – dal nome in realtà del tutto femminile, Julia.
Julia si occupa di comunicazione visiva attraverso progetti che spaziano dall’editoria alla curatela di mostre, mantenendo sempre una particolare attenzione per la tipografia.
Nel corso del nostro viaggio a Londra li abbiamo intervistati proprio nel loro studio, che si trova in un edificio nel quale lavorano anche altri giovani designer, artisti, fotografi, stilisti. Una situazione, questa degli spazi condivisi, che indubbiamente agevola non solo l’incontro e il confronto di pensieri e idee ma anche l’avvio di collaborazioni, e che viene quindi vissuta sempre più come valore aggiunto per il lavoro creativo.
Pubblichiamo qui la prima domanda dell’intervista, a cui risponde Valerio Di Lucente. L’intervista integrale sarà presentata in mostra.
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London is a melting pot where different cultures and energies can meet – and the world of graphic design is no exception.
Coming respectively from Italy, France and Brazil, Valerio Di Lucente, Hugo Timm and Erwan Lhuissier have met in the British capital: they began to collaborate on some projects during the period of study at the Royal College of Art, and in 2008 founded their studio – the name of which is definitely feminine: Julia.
Julia deals with visual communication through projects ranging from editorial to curatorial, and always maintaining a focus on type design.
During our trip to London, we had the chance to interview the team in their own studio. Interestingly, this is located in a building where other young designers, artists, photographers, fashion designers work. Sharing spaces definitely appears to be a condition that facilitates the meeting and exchange of ideas, and the start of collaborations, and it is therefore increasingly experienced as an added value in creative work.
Watch the first answer of the interview, by Valerio Di Lucente. The full interview will be featured on show.
